La situazione è da allarme rosso. Nella Provincia di Firenza l’idrovora del tentar la sorte ha bruciato nel 2016 1,4 miliardi di euro. Ogni Comune della provincia di Firenze approvi e renda subito operative la delibere no-slot-vlt per limitare orari e fissare distanze dai luoghi sensibili e si abolisca immediatamente la pubblicità, iniziando con delibere comunali per quanto di competenza municipale.

Oltre la metà di questa voragine è spesa in slot machines e quelle VLT garantite dalle ultime manovre dei governi Renzi e Gentiloni seguite dal boom dell’azzardo online con 220 milioni di euro, cui a ruota troviamo le lotterie istantanee come il ‘gratta e vinci’ con 149 milioni di euro, le scommesse sportive a quota fissa a 111 milioni di euro, il Lotto con 87 milioni di euro, i 20 milioni di scommesse ippiche in agenzia per finire con l’innocuo Totocalcio con 311mila euro. Un disastro sociale che ha portato via in media 3.100 euro l’anno a famiglia nella sola Provincia di Firenze.

Non si cada nel tranello delle ‘vincite’ perché molto del denaro ‘vinto’ viene poi subito rigiocato (e magari perso) dagli stessi giocatori sempre più colpiti da ‘ludopatia’. E primi dati sui Comuni, Reggio Emilia e Bologna, ci dicono che gli stessi incassi per l’erario non superano mai l’10-11% di quanto ‘azzardato’, una sconfitta statale cui si devono aggiungere i costi socio-sanitari della ludopatia e il mancato incasso IVA su quei consumi non realizzati proprio perché si è gettato quel denaro nell’azzardo.

RICICLO DENARO SPORCO
In questo allarmante quadro c’è poi il flusso di denaro che viene ripulito dalle mafie anche nelle VLT-Slot-Gioco online formalmente legali che poi si scopre sempre più spesso legate a società legate alla ‘ndrangheta, camorra e mafie. Dai dati che arriveranno dai singoli Comuni della provincia di Firenze potremo capirne di più. Vanno chieste le giocate anche per zone nella città e se in alcune slot-machines si vedono ‘picchi’ anomali ci sarà più di un sospetto.

CON NUOVE NORME INTERCETTAZIONI STOP A INDAGINI SU AZZARDOPOLI
Ci uniamo al richiamo odierno del Procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo: la stretta sulle intercettazioni impedirebbe anche indagini come quelle che hanno permesso tramite il sistema ‘trojan’ di sgominare una vasta rete di gioco d’azzardo illegale in 24 sale di Toscana, Marche, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna, un giro per cui sono stati arrestati ai domiciliari sette indagati nell’inchiesta ‘Doppio jack’ della guardia di finanza di Firenze.

Il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo ha dichiarato: “La nuova legge (sulle intercettazioni ndr) impedisce di usarlo per reati di associazione semplice come quello di oggi, anche quando potrebbe essere essenziale per le indagini. Il trojan potrà essere usato in intercettazioni su mafie e terrorismo e per reati di associazione finalizzati a contrabbando e contraffazione. Ma per tutti gli altri reati, no. Questa è l’ultima volta in cui l’abbiamo potuto utilizzare”.