Per decenni la Regione ha giustamente finanziato gli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) disseminati per il territorio, sostenendo però anche lo sviluppo di loro software gestionali per le pratiche telematiche.

Uno spreco durato molto tempo, del quale chiediamo di sapere l’entità complessiva, divenuto inutile quando a metà 2016 l’unica decisione saggia è stata di fatto messa in piedi: la creazione di un unico portale regionale SUAP basato sul software STAR (Sistema Telematico di Accettazione Regionale).

L’aspetto curioso della vicenda è che la Regione aveva iniziato da tempo ad abbinare al finanziamento dei tanti software differenti creati per i vari SUAP il richiamo alla necessaria uniformità tra queste applicazioni. Un monito derivante da un principio corretto ma affrontato male. Se qualcuno nel Palazzo aveva capito l’importanza di evitare di spendere per tanti software incapaci di dialogare tra loro, perché non ha finito il ragionamento e accelerato la creazione di un sistema unico regionale, smettendo di pagare per qualcosa che dopo poco si sarebbe rivelato inutile?

In attesa di sapere dalla giunta a quanto ammonti questa spesa, resta un dato di fatto: è stata uno spreco evitabile. Tra l’altro abbiamo ricevuto segnalazione che il software principale di STAR sia “a riuso”, nonostante pare la Regione lo abbia pagato come di fronte ad un pezzo nuovo e originale. Speriamo di sbagliarci, ma intanto vogliamo sapere dalla giunta PD-‘Diversamente PD’ chi ha fatto STAR e quanto sia costato.

GABRIELE BIANCHI