“Il 4 luglio il sindaco di Castelnuovo Berardenga e attuale Presidente della Provincia di Siena siederà sul banco degli imputati in un processo scaturito da un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle locale.

Dovrà difendersi così dall’accusa di abuso d’ufficio in concorso per quanto abbiamo accertato nell’esercizio delle nostre funzioni tramite accessi agli atti, dopo una risposta evasiva di Nepi ad una nostra interpellanza.

Il Sindaco ha infatti assegnato un immobile senza preventiva istruttoria dei servizi sociali ad una persona sprovvista dei requisiti di emergenza abitativa. Questo, come sottolineato dal PM Natalini, avrebbe generato “un ingiusto profitto patrimoniale” e, aspetto per noi ancor più grave, avrebbe arrecato un danno“nei confronti di altri soggetti in condizioni di emergenza socio-abitativa” che si sono visti così scalzati da chi non ne aveva il diritto.

Noi saremo parte civile in quel processo insieme ad uno di questi che già all’epoca dormiva in auto e si era rivolto più volte al Comune chiedendo la disponibilità di alloggi per emergenza abitativa. Onestà e imparzialità nella gestione della cosa pubblica avrebbero preteso che quell’immobile fosse andato a chi aveva i requisiti e invece è stato assegnato a chi ha case nel territorio, una anche all’estero, e un reddito dichiarato superiore ai limiti di legge per chi accede agli alloggi popolari“.

PATRIZIA TREVISIOL
(capogruppo M5S Castelnuovo Berardenga)

“Ringraziamo questi portavoce M5S e il gruppo di Castelnuovo Berardenga per questa dimostrazione del dna M5s: richiesta di verifica e controllo democratico, pretesa di onestà e trasparenza da parte delle istituzioni. Il tutto in una zona dove opera purtroppo un sistema di potere segnato da un sottobosco dove alcuni soggetti si muovono con arroganza e certezza di impunità. Ancor più grave quando avviene nel campo delle assegnazioni di case popolari, dove si pensa di poter danneggiare il più debole perché si è convinti che non avrà modo di contestare la scelta.

Noi ci auguriamo che Nepi sia innocente e comunque sarà la magistratura a giudicarlo. Ma da un punto di vista etico all’interno del m5s chi è rinviato a giudizio è sospeso.

Perché il PD invece tace? Come abbiano rilevato con la Commissione d’inchiesta sullo scandalo MPS il PD non sa fare passi indietro. Un peccato, noi non rivendicheremmo d’aver avuto ragione e ci fermeremmo ad applaudire la scelta.

Da mesi chiediamo che la revisione testo unico politiche abitative dia risposta a quelle 25mila famiglie, il 97% delle richiedenti aventi diritto, cui ancora oggi la maggioranza PD e ‘Diversamente PD’ non sa garantire un alloggio popolare. In un tema così sensibile qualcuno si sente autorizzato ad assegnare una casa popolare a chi non ha diritto e saltando l’iter di legge?

ANDREA QUARTINI