Mancati incassi e nessuna politica di ampio respiro: il M5S presenta una proposta di legge

La politica messa in atto dal Partito democratico sulla geotermia in Toscana ha creato solo danni, sia in termini ambientali che economici.
Sono poco meno di 12 milioni, in media, gli euro riversati ogni anno da Enel nelle casse pubbliche in virtù della concessione a operare. Soldi corrisposti a fronte di incassi esorbitanti che superano i 400 milioni annui. A conti fatti è meno del 3 per cento sul totale. Troppo poco.
Nulla di paragonabile rispetto a settori come quello petrolifero, in cui nonostante ci si trovi davanti a spese maggiori si destinano al pubblico il 10 per cento degli incassi.
In soli cinque anni, dunque, la regione ha perso circa 140 milioni di euro. E lo ha fatto nella completa assenza di un piano di lungo periodo che fosse rispettoso dell’ambiente e della necessità di rivedere un sistema che, lo ricordiamo, è di passaggio e che dev’essere superato, così come indicato dal ministero guidato da Sergio Costa.

“Per tutte queste ragioni mentre nel Pd c’è chi s’accapiglia senza riuscire a trovare una quadra e senza garantire ai cittadini una politica lungimirante, abbiamo deciso di presentare una proposta di legge chiara”. 

LA PROPOSTA

Anzitutto, chi utilizza la risorsa geotermica deve dare più soldi alla Regione: “portare il contributo di concessione almeno al pari di quanto viene saldato da chi sfrutta il petrolio ci pare un’operazione doverosa e di buonsenso. Questo ci permetterà d’incassare oltre 28 milioni di euro in più ogni anno”. In secondo luogo è indispensabile dar vita a una gara pubblica di livello europeo fondata su criteri di premialità per chi investe in interventi sulla riduzione dell’impatto ambientale e di Co2, sulla captazione e redistribuzione della risorsa calore con la reiniezione di fluido e gas geotermico a garanzia delle zero emissioni.
“Intendiamo anche offrire vantaggi alle imprese che saranno pronte a lavorare sulla geotermia nel pieno rispetto del miglioramento paesaggistico della rete elettrica con accortezze su impatto visivo e ambientale. La geotermia copre circa il 3 per cento della richiesta elettrica nazionale. E la Toscana, con l’area tra l’Amiata e ampie zone tra Pisano, Senese e Aretino ne sono luogo cardine. È anche per questa ragione che la politica regionale ha il dovere d’intervenire con proposte concrete, realizzabili e trasparenti”.

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