Ci vorranno forse più di 15 anni per ricostruire il patrimonio boschivo andato in cenere quest’estate e nessuno ci restituirà quello animale deceduto con medie fino a 400 esemplari per ettaro arso. Mentre continuano ancora a spuntare roghi, tre (Zeri, Minucciano e Marliana) solo questa settimana, noi guardiamo al futuro e ci chiediamo se la giunta PD-Rossi abbia imparato la lezione.

Per parte nostra abbiamo sempre insistito sul tema della prevenzione, tramite recupero piste e cura dei sentieri, e queste attività sono svolte dagli operai forestali. In Toscana ne abbiamo circa 500 che purtroppo la scellerata riforma delle province ha messo in capo alle Unioni dei Comuni. Ogni anno servono 12 milioni di euro per pagarli e sistematicamente sul saldo regionale del dovuto a questi enti parte la melina della giunta PD-Rossi. La conseguenza è che le Unioni dei Comuni pagano gli operai forestali anticipando il dovuto con propri soldi – pochi – e spesso con grandi difficoltà. Basti pensare che anche quest’anno i fondi regionali sembra siano arrivati solo di recente e sullo stanziamento per il futuro ancora tutto tace.

Questa situazione deve finire. Vogliamo sapere quanto prima dalla giunta se i fondi a copertura del servizio ci saranno e quando verranno messi nelle disponibilità delle Unioni dei Comuni. Ma soprattutto esigiamo una risposta chiara sull’indiscrezione che vorrebbe la giunta regionale intenzionata a ridurre il numero degli operai forestali toscani. Sarebbe un errore madornale: sono pochi per le necessità sorte anche a causa della scellerata operazione PD di rimozione del Corpo Forestale dello Stato e riassegnazione del personale ad altri corpi civili e militari.

IRENE GALLETTI