In Toscana la partecipazione è moribonda (e anche io non mi sento un granché)

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Il consigliere M5S Gabriele Bianchi contesta il metodo di nomina dei tre nuovi componenti dell’Autorità regionale della partecipazione e propone un nuovo sistema di coinvolgimento dei cittadini

“Faremo ricorso proprio sulla base dei princìpi della legge regionale sulla partecipazione” afferma Gabriele Bianchi, consigliere del Movimento 5 stelle in Toscana.

Ieri il Consiglio si è espresso sulla nomina dei componenti dell’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, respingendo l’ordine del giorno firmato da Bianchi, Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt), Serena Spinelli (gruppo Misto/Art.1-Mdp) e Tommaso Fattori capogruppo di Sì-Toscana a sinistra. Il nodo è il rispetto degli articoli 3 e 4 della legge istitutiva dell’Autorità (46/2013): i requisiti richiesti per ricoprire la carica e le procedure di nomina, per cui, secondo Bianchi, sarebbe opportuno ritirare le proposta e riaprire i termini per la presentazione delle candidature.

Una legge che promuove la partecipazione dei cittadini deve iniziare a farlo dal sistema di nomina dei componenti dell’Autorità. Per questo abbiamo “preparato una proposta di legge all’avanguardia, aperta alla discussione all’approfondimento” invitando il PD a mostrare di voler  “sviluppare e rendere veramente all’avanguardia i processi partecipativi e il dibattito pubblico” ha detto Bianchi. Che anche in aula ha rivendicato il ruolo di “pioniere” nel rinnovamento di questo istituto, per il quale le candidature “devono essere adeguate”.

“La politica si faccia un esame di  coscienza” – conclude Bianchi – “e capisca che bisogna tornare insieme alla democrazia rappresentativa a un ascolto vero dei cittadini sulle scelte che ricadono sul loro futuro”.

Link all’atto https://drive.google.com/file/d/1OuqvqhqZ6nMvCUVrq9ZIRI0mywONag1r/view