Gabriele Bianchi interviene oggi attaccando l’impostazione politica regionale in termini di sviluppo economico.

“Se si fa un’analisi delle criticità e dei risultati dal rendiconto regionale e dei propositi del Documento economico e finanziario regionale – spiega – possiamo giungere a conclusioni chiare: se lo sviluppo economico si registra vagliando quanto le imprese si evolvono e assumono, in Toscana questi fattori sono tutti mancanti. La crescita per aziende e assunzione di personale è in crisi. Se oggi la Regione aumenta le risorse per le partecipate – prosegue Bianchi – tra le quali Fidi Toscana che dovrebbe essere il creditore di eccellenza per le imprese e allo stesso tempo come risultato ottiene maggiori perdite societarie e una riduzione del 32 per cento degli accessi al credito. Insomma vuol dire che qualcosa non funziona più, e non funziona più da anni perché dal 2012-2018 vi è stata una perdita societaria di 49 milioni di euro”.

Bianchi critica l’attuale impianto finanziario regionale. “Vengono portate avanti politiche come il “Giovani sì”, ma abbiamo un profondo vuoto formativo nei settori più richiesti dalle industrie. Insomma, domanda e offerta di lavoro non coincidono e questo è colpa di questa classe politica che non è all’altezza di offrire risposte alle necessità dei cittadini”. Bianchi ricorda come Garanzia giovani” dovrebbe dare lo slancio alle nostre piccole e medie imprese: ma avere credito dal fondo di garanzia risulta sempre insufficiente. “I dati forniti da Bankitalia ci dicono che in Toscana il credito cala verso le imprese che non riescono nemmeno a digitalizzasti e usare le nuove tecnologie”.

In definitiva secondo Bianchi “Non si vuol scardinare un sistema che lentamente ci porterà a una stagnazione nel mentre che altre regioni, vedi la Lombardia, ci distaccano in innovazione tecnologica del 20 per cento. Occorrerebbero coraggio e visione, virtù che in Toscana sembrano ormai affievolite”.