Le ultime notizie sull’inchiesta riguardante la gara d’appalto ATO Toscana Sud rifiuti per il gestore unico sono conferma definitiva del malaffare che il sistema creato da PD – Art.1 ha consentito e tollerato in ambito rifiuti. Una gara da 3,5 miliardi “clamorosamente truccata” “inquinata da conflitti di interesse e dalla corruzione” nasce in un contesto normativo ed esecutivo con delle responsabilità politiche e amministrative chiare.

Vi diamo una notizia, emersa dal lavoro del Movimento 5 Stelle locale e regionale sul tema. ATO Toscana Sud manca di due atti fondamentali nel contrasto alla corruzione: il Piano Anticorruzione e la Carta della Qualità dei Servizi, strumenti di controllo dei cittadini e della politica su questi servizi pubblici locali, in particolare quando vanno a gara per cifre come 3,5 miliardi.

La legge 190/2012 impone agli enti locali misure di repressione e prevenzione dei fenomeni corruttivi, come appunto questi due atti assenti in ATO Toscana Sud. La loro mancanza richiama una responsabilità politica e amministrativa grave – legata al quadro corruttivo oggetto dell’inchiesta – da parte dei rappresentanti istituzionali in ATO Toscana Sud. In primis i Comuni “capofila” – Siena, Arezzo e Grosseto – ma anche la Regione Toscana. Non dimentichiamo che la Regione ha creato il sistema di gestione a tre macroATO, indicato in ATO Toscana Sud il modello da esportare negli altri due ambiti e ha funzioni di controllo dell’intero sistema.

Qui si sono dimenticati il Piano Anticorruzione e la Carta della Qualità dei Servizi, si sono dimenticati di rilevarlo e guarda caso c’è un’indagine penale proprio per corruzione sull’attività principale realizzata: la gara per il gestore unico.

Ovviamente la maggior responsabilità politica di questo quadro è in capo quasi esclusivamente al PD e affini. L’ultimo rapporto ISPRA certifica un dato inquietante: viene segnalata la “possibile correlazione” tra il basso tasso di raccolta differenziata in ATO Toscana Sud e l’alto tasso di impianti di incenerimento e discarica. In quest’area abbiamo quattro inceneritori – Arezzo, Castelfocognano, Scarlino e Poggibonsi – e due discariche (Terranova Bracciolini e Civitella Paganico), con percentuali di raccolta differenziata intorno al 30%. Il conflitto di interessi dove chi gestisce gli impianti è legato a chi gestisce la raccolta ha portato a questo: con una raccolta differenziata alta questi impianti non servirebbero. Tant’è che in ATO Toscana Sud si brucia circa la metà del totale dei rifiuti inceneriti in Toscana. Un cortocircuito cui si deve anche l’effetto per i cittadini della bolletta più cara d’Italia a fronte di un servizio nei numeri pessimo.

Non è un caso che la Provincia peggiore in termini di raccolta differenziata sia quella di Grosseto, che ci risulta guidata fino ad ottobre 2014 dall’attuale capogruppo PD Leonardo Marras.

I rifiuti sono indubbiamente il più grande fallimento di governo PD e “Diversamente PD” Rossi in Toscana. Hanno creato un sistema fallimentare, guidato da figure apicali legate al partito, in diversi casi finiti sotto inchiesta. Su ATO Sud ne cito due: l’ex parlamentare Fabrizio Vigni, per quanto commesso da presidente di Sienambiente; Moreno Periccioli, ex assessore regionale, per quanto commesso da Presidente di Scarlino Energia.

Abbiamo visto questa settimana la grande attenzione del PD su Cantone. Forse si riferivano a Cantone Raffaele, responsabile dell’Autorità Anticorruzione. Capiamo nel caso la preoccupazione.

Perché non rispondono su questo scandalo rifiuti? Spieghino perché i cittadini in ATO Sud pagano la tassa più alta d’Italia in ATO Sud e perché nei ruoli apicali del sistema rifiuti toscano troviamo figure del loro partito che sono sotto inchiesta. Come sempre a pagare gli errori e orrori di PD e affini ci sono cittadini e lavoratori: il caso Castelnuovese, con 50 persone mandate a casa, ne è lo specchio. E parliamo di un azionista di Sei Toscana. Anche lì il PD ci potrebbe spiegare perché.

GIACOMO GIANNARELLI