Da 14 mesi giace in attesa di dibattito regionale la nostra proposta di legge per introdurre il reddito di cittadinanza in Toscana. In attesa del governo M5S riteniamo indispensabile procedere con l’approvazione e a causa di questo ritardo abbiamo dovuto rimettere mano al capitolo coperture.

E’ stato salutare perché, raccogliendo le indicazioni sindacali e distribuendo meglio alcune risorse, siamo riusciti a togliere il piccolo sacrifico che avevamo chiesto ai dipendenti regionali, sia in termini di contributo mensa sia di premio di risultato.

Appena avremo l’ok dell’ufficio legislativo sulla Relazione Tecnico finanziaria presenteremo questi emendamenti migliorativi e chiederemo di avviare con serietà la discussione nelle Commissioni preposte.

Crediamo che il volatilizzarsi in 60 ore dei 30 milioni stanziati dalla giunta regionale in campagna elettorale per quello che un giornale ha chiamato “il reddito di cittadinanza di Rossi” sia un segnale evidente del fatto che serva quanto prima fare i conti con la povertà in questa Regione e con la necessità di accompagnare con un contributo finanziario il ricollocamento lavorativo di chi soffre condizioni di indigenza.

I soldi ci sono, è solo una scelta politica.

Siamo disponibili a sederci al tavolo con la giunta anche per modificare le coperture, se necessario.

Rossi ha il mio numero, aspetto una telefonata. E prima di me la aspettano 155 mila famiglie toscane.