MICROCREDITO. PD E ‘DIVERSAMENTE PD’ DICONO NO A OPPORTUNITÀ CRUCIALE PER NOSTRE IMPRESE

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Bocciata la nostra proposta per consentire alle imprese toscane l’accesso diretto al Fondo di garanzia dei crediti per le PMI del MISE.

Grazie ad oltre 20 milioni di euro restituiti dai nostri parlamentari, 4 mila imprese italiane hanno usufruito del microcredito garantito da risorse pubbliche e generato così più di 10mila posti di lavoro. Tutto questo tramite un accesso diretto al Fondo centrale di garanzia per le Pmi del MISE alimentato con le restituzioni dei parlamentari M5S. La Toscana condivide con le sole Marche e Abruzzo il freno a mano tirato su questa importante opportunità per le nostre piccole e medie imprese, perché nel 2002 scelse di inserire i Confidi in mezzo al percorso tra chi chiede credito e chi lo contro garantisce con soldi pubblici. Ci spiace rilevare che PD e ‘diversamente PD’ mettano per l’ennesima volta dietro altri interessi quello dei cittadini toscani che fanno impresa. Hanno scelto così di mantenere in piedi un modello farraginoso che non a caso relega la nostra regione in coda alla classifica di accessi al microcredito contro garantito dallo Stato.

GIACOMO GIANNARELLI

“Questo voto ribadisce come PD e affini non vogliano cambiare approccio sul microcredito in Toscana, ma non ci fermiamo qui: torneremo a chiedere con forza ai Confidi di investire sulle iniziative di microcredito. Decadrà a breve infatti anche la giustificazione dei pochi istituti bancari convenzionati sull’iniziativa “Microcredito toscano” – versione regionale del c.d. “Microcredito a Cinque Stelle” – perché Monte dei Paschi di Siena e le altre banche toscane in crisi saranno ben contente di aderire a questa fondamentale misura economica di rilancio dell’economia toscana”.

LAURA BOTTICI