NELLO STATUTO DELLA TOSCANA LA LEGALITA’ COME PRINCIPIO DI CONVIVENZA SOCIALE

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Da vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali ho imparato a riconoscere l’urgenza di far comprendere al Consiglio regionale quanto sia importante la difesa della legalità come principio di convivenza sociale.

Pensate lo Statuto Regionale indica tra le finalità della Regione di tutto e di più, ma non dice una riga sulla legalità.

Per questo ho presentato una proposta di legge per aggiornare questo Statuto. Dopo l’indicazione “La Regione persegue, tra le finalità prioritarie: il diritto al lavoro e ad adeguate forme di tutela della dignità dei lavoratori, il diritto alla sicurezza dei luoghi di lavoro, all’istruzione, alla formazione permanente, alla conoscenza” la nostra proposta aggiunge con una riga

“la legalità come principio di convivenza sociale”

Il motivo è chiaro: la legalità è valore e virtù a cui l’azione amministrativa regionale deve riferirsi.

L’applicazione del principio di legalità all’attività legislativa ed amministrativa regionale, così come la sua costante tutela, promozione e valorizzazione,sono sia strumenti di protezione del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione – e di argine alla discrezionalità che questa potrebbe esercitare – sia mezzi necessari per realizzare un adeguato livello di giustizia.

Ho già avuto modo di ricordare, più volte, che recenti ed autorevoli analisi evidenziano come la Toscana sia oggi terra di criminalità organizzata ed in parte colonizzata dalla mafia. I reati indicatori di questo fenomeno allarmante sono aumentati dal 20 al 40% e questa trama criminale, operando con basso profilo e pochi fatti di sangue, mostra di aver messo radici nel tessuto economico e sociale della regione, contaminando con la propria cultura anche soggetti estranei alla malavita. Lo abbiamo visto e denunciato persino in concessioni pubbliche regionali.

Serve un cambio di direzione chiaro e netto. E noi, con questa legge, stiamo continuando a fare la nostra parte.