In questi mesi abbiamo portato in Regione il caso degli scarti di lavorazione tessile e abbiamo promosso un atto ancora in attesa di votazione per iniziare a leggere nel problema un’opportunità: incentivando le filiere di economia circolare che riutilizzano questi materiali per prodotti di isolamento termo-acustico. In parallelo però ci siamo mossi sul tema dei c.d. rifiuti tessili, cioè della filiera di recupero o smaltimento degli abiti usati che i cittadini consegnano ai gestori tramite i cassonetti “gialli”. E studiando questa filiera abbiamo rilevato un possibile caso sul quale abbiamo interrogato la giunta regionale: i cittadini pagano forse in tariffa questo servizio nonostante i gestori non spendano un euro per esso?

Pochi sanno infatti che i gestori del servizio integrato hanno specifiche convenzioni sulla raccolta e commercializzazione dei rifiuti tessili gettati dai cittadini nei cassonetti gialli e che questi accordi non prevedono alcun contributo verso chi materialmente fa il servizio, di solito cooperative sociali e Caritas. Queste infatti accettano di ripagarsi i costi con la vendita degli abiti usati e – trattandosi di realtà del terzo settore – si accontentano di finanziare così progetti sociali o assicurare forme di reinserimento lavorativo.

I gestori del servizio integrato tra l’altro mettono a queste realtà anche dei paletti sulla commercializzazione, indicando nelle convenzioni alcune imprese private specializzate cui cooperative sociali e Caritas devono vendere una quota degli abiti recuperati.

Tuttavia per determinare la tariffa sono considerati sia i costi sui flussi dei rifiuti tessili, indicati nel piano industriale degli ATO, sia la loro incidenza sulla percentuale di raccolta differenziata che – se più bassa dell’obiettivo di legge – comporterebbe addizionali come penale. Il tutto senza appunto che il gestore nella pratica svolga il servizio o abbia effettivamente dei costi. Di qui il nostro dubbio: sarà mica che ai cittadini viene messo in conto, nella tariffa, un servizio non dovuto?

Giacomo Giannarelli
Presidente del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Toscana, Vice-presidente della Quarta Commissione (Territorio, ambiente, rifiuti, infrastrutture).