Nel silenzio generale sta arrivando l’atto finale della privatizzazione del servizio CUP decisa dal Partito Democratico: l’affidamento unico regionale. Centinaia di lavoratori precari, dipendenti delle società affidatarie nelle ex ASL, potranno perdere il lavoro in questo scenario e molti di questi ancora lo ignorano. Resta un’unica via di fuga per il Consiglio regionale, votare la nostra proposta per internalizzare questo servizio sensibile e procedere a regolare concorso dove sia premiata l’esperienza lavorativa in tale ambito.

Abbiamo già rivelato l’incredibile ‘escamotage’ amministrativo col quale l’ATI Consorzio Evolve – Deloitte Finance Process Solutions è diventata affidataria del servizio front office di libera professione. Sono bastate due mosse: un Accordo Quadro con la ASL Toscana Centro e la richiesta delle altre due macro ASL di aderire a quell’accordo e così, senza gara regionale, questa ATI anomala – composta da due società di consulenza una delle quali casualmente guidata da un noto esponente del PD fiorentino – è diventata affidataria regionale di quel servizio.

Un ‘escamotage’ che potrebbe replicarsi per il call center per la prenotazione specialistica ambulatoriale e per le informazioni sanitarie, dove c’è già un Accordo Quadro stipulato il 1 giugno 2017 con la ditta S.D.S. srl per ora sulla sola Area Metropolitana Fiorentina.

Sempre che invece non arrivi prima il capitolato sulla gara unica regionale per i servizi front office, elaborato dal Collegio Tecnico nominato dalla Regione il 21 giugno scorso.

In ogni caso, che ci si arrivi da destra o da sinistra, poco cambia: alla giunta PD-MdP non bastava privatizzare questo servizio sensibile, costringendo i cittadini ignari ad affidare notizie sulle loro condizioni di salute a dipendenti di ditte private. Hanno deciso persino che questa mole di dati sensibili debba passare da un’unica realtà privata. Ennesimo effetto perverso della riforma Saccardi-Rossi.

ANDREA QUARTINI