Solo negli ultimi due mesi ho ricevuto dieci segnalazioni di spiacevoli incomprensioni tra autisti d’autobus e utenti con animali d’affezione che volevano portarli a bordo. Un problema risolvibile causato soprattutto dalla disomogeneità di trattamento tra i gestori del servizio di trasporto pubblico regionale nell’assicurare quello che dovrebbe essere un diritto di civiltà.

Oggi infatti, oltre ai già autorizzati cani guida, gli esemplari di grossa taglia e gli altri animali d’affezione possono o meno salire sul bus a seconda del regolamento di ciascun gestore. Col paradosso di utenti che salgono regolarmente a bordo con i propri cani da caccia ad Arezzo e una volta arrivati a Firenze non possono portarli sul bus locale. Un paradosso che diviene malgoverno quando scarica agli autisti, ad esempio quelli in servizio a Pisa, la decisione complicata di decidere se quello davanti a loro è un cane “di piccola taglia” o meno.

Tutto questo si può risolvere approvando la nostra proposta di legge che inserisce un semplice articolo nella legge regionale 59/2009: libero accesso agli animali d’affezione sugli autobus del trasporto pubblico regionale, con le necessarie accortezze per non nuocere agli altri utenti, tra le quali l’uso di museruola o trasportino. Dal 1 gennaio 2018 si otterrebbe così quindi un’omogeneizzazione dei regolamenti dei gestori, tramite una carta dei servizi attualizzata al nuovo indirizzo univoco: in tutta la Toscana cittadini o turisti potranno salire sul bus col proprio animale d’affezione, qualsiasi esso sia, purché nelle condizioni di non nuocere ad alcuno.

Non fermiamoci infatti a pensare che si tratti di cani e gatti. Le persone detengono in casa anche animali esotici o comunque meno comuni. Se durante il viaggio li tengono nel trasportìno la sicurezza di autista e passeggeri è senz’altro garantita.

IRENE GALLETTI

DIRETTA FACEBOOK

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